Attualità

Study Tour in Catalogna: i movimenti dal basso per la tutela dei diritti dei migranti

Di Marta Berbel Alberola

Lo Study Tour di Barcellona –tenuto dal 9 all’11 di aprile– ha concluso gli scambi internazionali di buone pratiche del progetto Discorsi Migranti. Il prossimo incontro tra i diversi partner sarà in occasione del seminario finale a Torino per presentare i risultati del progetto.

La delegazione che si è recata a Barcellona era composta da 12 rappresentanti di servizi pubblici e del terzo settore che in Piemonte si occupano dell’integrazione dei migranti nei tre ambiti focus del progetto: riconoscimento delle competenze, casa e salute materno-infantile. Le attività e le visite delle buone pratiche in Catalogna sono state organizzate in collaborazione con il partner locale SOS Racisme Catalunya.

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Rappresentanti di servizi pubblici e del terzo settore del Piemonte, Study Tour Barcellona

Lo study tour è iniziato con presentazioni rivolte all’intera delegazione su diverse tematiche: la legge spagnola sull’immigrazione e la discriminazione all’accesso ai servizi, temi presentati da SOS Racisme Catalunya, e le misure di accoglienza e integrazione per rifugiati e richiedenti asilo, a cura di CCAR. Questo ha permesso agli operatori piemontesi di avere informazioni di base per poi potersi focalizzare su elementi più tecnici nel corso delle visite alle pratiche.

Il programma è continuato con le visite, con la stessa modalità degli scambi precedenti: la divisione in gruppi a seconda del campo di lavoro.

I membri del gruppo “riconoscimento delle competenze” hanno iniziato il percorso di visite al Servizio di attenzione a migranti e rifugiati della città di Barcellona, dove l’associazione AMIC offre servizi di orientamento e accompagnamento lavorativo. L’associazione informa anche sulle modalità di riconoscimento dei titoli di studio e di validazione delle competenze. Isabel García Martos, formatrice dell’Institut Català de les Qualificacions Professionals , ha illustrato il procedimento di validazione delle competenze in Catalogna, che riconosce solo le esperienze accumulate sul territorio spagnolo, a differenza del procedimento applicato in Italia e in Piemonte che prende in considerazione anche le esperienze fatte nei paesi di origine e di transito, nel caso dei migranti. Infine, insieme ai ricercatori del laboratorio “Grup d’Estudis en Antropologia i Significats del Treball – GREAST-ICA, de l’Institut Català d’Antropologia”, il gruppo ha incontrato gli esponenti del Sindacato Popular de Vendedores Ambulantes per conoscere le modalità di organizzazione e di rivendicazione dei propri diritti di questo collettivo, composto in maggioranza da migranti senegalesi.

Il gruppo “casa” ha incontrato la Fundació Bay al Thaqafa, che dal 1974 svolge attività di integrazione sociale e culturale principalmente con persone di origine araba e/o musulmana. Il gruppo si è poi concentrato sulla conoscenza delle iniziative nate sul territorio per sostenere il diritto all’alloggio: Plataforma de Afectados por la Hipoteca, un movimento sociale nato dal basso che promuove azioni e campagne per la difesa del diritto alla casa e Prohabitatge, un’associazione che lavora per prevenire e sradicare l’esclusione residenziale, gestendo diversi programmi – pubblici e dell’associazione stessa – di servizi abitativi e di accompagnamento sociale.

Il terzo gruppo, focalizzato sul tema salute materno-infantile, si è confrontato con l’associazione Espacio del Inmigrante , nata in seguito a un cambio legislativo che ha di fatto escluso alcune fasce della popolazione dall’assistenza sanitaria pubblica. In seguito, hanno conosciuto la Fundación Wassu, che lavora in Gambia e in Spagna, per promuovere l’abbandono delle mutilazioni genitali femminili in Africa e nelle comunità della diaspora. Infine, per approfondire le misure adottate negli anni per venire incontro all’utenza migrante e garantire così un’assistenza universale a tutti gli abitanti della Catalogna, le rappresentanti dell’ambito salute hanno incontrato la Coordinatrice dei progetti strategici e una mediatrice culturale di CatSalut , il servizio sanitario pubblico della Catalogna.

La visita alle diverse entità, sia in Catalogna sia in Auvergne-Rhône-Alpes, ha permesso di conoscere le pratiche pubbliche e del Terzo settore che favoriscono l’accesso dei migranti ai servizi nelle due regioni. Gli study tour sono stati un arricchimento per il Piemonte, a partire dei quali si potranno fare considerazioni sul sistema locale con lo scopo di prendere esempio delle altre pratiche positive, rafforzare i punti deboli e di ottenere nuovi punti di vista per affrontare il tema dell’integrazione dei migranti.

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